Feb 22 2011

La scuola dell’Obbligo

Un anno fa a scuola gli insegnanti ci proposero di tenere a casa i figli il venerdì pomeriggio. Ci raccontarono tutti i problemi a stare a scuola quel giorno e i vantaggi che questo avrebbe portato per noi.  Morale, votammo per alzata di mano e fu quasi un plebiscito per lasciare che i bambini rimanessero a scuola il venerdì pomeriggio.

Quest’anno, di nuovo alla carica con un volantino, con la spiegazione dei vantaggi e la possibilità di scegliere tra il sì e il no. Peccato che il volantino fosse assolutamente anonimo, senza nessuna possibilità di tracciabilità delle nostre scelte.

Naturalmente ieri le insegnanti ci hanno riferito che il fantomatico sondaggio si è chiuso con un 50-50 tra favorevoli e contrari.

Ovviamente nell’interesse comune, loro – le insegnanti – sembrerebbero voler scegliere per non fare il venerdì pomeriggio.

Vorrei segnalare 2 cose che riguardano i bambini e le loro famiglie.

Primo: portare l’orario di scuola sino alle ore 13 non è un vantaggio per i bambini, visto che di solito ai bimbi (soprattutto delle prime e seconde) mangiare oltre le ore 13/13,30 crea non pochi disagi, per non dire veri scompensi da ipoglicemia prolungata.

Secondo: che i genitori lavorano. E per loro è già difficile trovare nonni, bambinaie, amici che gestiscano i figli 2 pomeriggi la settimana.

Ma di più, ridurre i servizi offerti alla cittadinanza rischia di arrecare  un danno proprio alla nostra scuola e alla nostra città. Diversi genitori potrebbero essere invogliati a cercare una sistemazione scolastica altrove, in quegli istituti che garantiscono un servizio più ampio.

La nostra scuola è bella; ha sempre fornito un ottimo servizio, per la disponibilità e la professionalità del personale scolastico. Signore insegnanti, chiedeteci come possiamo aiutarvi ma, nell’interesse comune, cercate di bandire ogni idea di riduzione dei servizi offerti.

Feb 20 2011

Esagerati!

Pubblichiamo il comunicato stampa della gloriosa Canottieri De Bastiani di Angera, che per i grandi risultati inorgoglisce tutta la città.

Si è svolta sabato 5 febbraio, presso il ristorante “Delfino Blu” di Uponne, la tradizionale cena sociale della Canottieri De Bastiani Angera, organizzata al fine di celebrare le vittorie della stagione 2010.

Oltre alla vittorie della stagione 2010, si sono anche festeggiate quelle della stagione 2011 che è già iniziata per il piccolo sodalizio nel migliore dei modi: a San Bendetto del Tronto si sono svolti i Campionati Italiani Indoor in cui Ondoli Chiara si è laureata Campionessa Italiana nella categoria Ragazze. Inoltre è giunto anche un importantissimo Bronzo grazie a Corrado Verità nella specialità Under 23. Ai Campionati Regionali Indoor di Cernobbio, ad inizio Gennaio, sono arrivati un titolo con Chiara Ondoli, un Argento con Corrado Verità e due bronzi con Silvio Ondoli e Paietta Paolo.

Per quanto riguarda il 2010, è stato un anno straordinario: mai tante vittorie così importanti e numerose nel palmares della De Bastiani, sia in campo nazionale che internazionale.

Per avere un idea dei numeri: in totale nello scorrevole 25 medaglie d’oro, 16 d’argento e 13 bronzi mentre nel fisso sono ben 24 gli ori, 9 gli argenti e 5 i bronzi.

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Una grande soddisfazione sono state le due medaglie d’oro ottenute da Chiara Ondoli nella Coupè de la Jeunesse in Belgio dove l’atleta angerese ha vestito la maglia della nazionale Italiana, dopo aver brillantemente superato le selezioni.

Altra grande soddisfazione sono stati i 3 titoli Italiani conquistati ai Campionati Italiani di Sedile Fisso 2010 con Corrado Verità tim Sara Vesco nella specialità del singolo Junior, nel 4 junior con Riccardo Forni, Corrado Verità, Silvio Ondoli, Matteo Vesco tim Sara Vesco e infine con Chiara Ondoli nella specialità del singolo Elba Ragazzi per quanto riguarda il sedile fisso. Inoltre i ragazzi hanno conquistato anche un argento con Silvio Ondoli nel singolo ragazzi, e due bronzi con Paolo Paietta e Diego Marino tim Sara Vesco nel doppio senior di punta e nel quattro di coppia senior con Paolo Paietta, Fabio Verità, Diego Marino, Riccardo Forni tim Sara Vesco

Quest’anno la canottieri si è anche cimentata nel canottaggio universitario in cui ha vinto un titolo grazie ai due atleti universitari Paolo Paietta e Diego Marino, ai Campionati Italiani, vincendo nel doppio senior e ottenendo due argenti e due bronzi.

Per quanto riguarda la specialità del costal rowing la De Bastiani Angera ha conquistato due ori con Giorgio Vesco nelle vesti timoniere al Prince Carl Albert Challenge di Monaco.

Feb 15 2011

Eppur (qualcosa) si muove

Sulla Prealpina dell’8 febbraio è comparso un articolo del Comitato Tutela di Angera dal titolo:

No all’hotel sotto la Rocca: cambiamo il PGT

(Di seguito il testo dell’articolo)

Variazioni sostanziali al Piano di Governo del Territorio adottato dal consiglio comunale. Le chiede il “Comitato tutela di Angera” che torna a far sentire la voce dei cittadini, dei commercianti, dei residenti nei nuclei storici che hanno sottoscritto un documento. La prima mossa del Comitato è stata una petizione popolare allegata ad una serie di osservazioni protocollate in Comune e accompagnate da un “richiamo al buon senso e alla lungimiranza, visto che manca poco alle prossime elezioni comunali”.

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Giulio Peroni, coordinatore del comitato promotore di battaglie ambientaliste, illustra “Il punto chiave è che il PGT è modificabile ad opera in corso. Il pericolo concreto è che possa divenire oggetto di future alterazioni che  potrebbero stravolgere l’intero documento e ribaltarne i contenuti. Il comitato e i firmatari si appellano al buon senso e alla lungimiranza della Giunta nella valutazione delle nostre osservazioni con la speranza che nella variazione del PGT si converga nell’unica direzione possibile: la salvaguardia del patrimonio angerese”. Le richieste del Comitato riguardano l’ex area Asilo Suore dove si chiede “la concessione di un’altezza massima di 12 e non 25 metri come indicato nel PGT mentre la superficie lorda di pavimento sia di 2500 mq invece di 4000 mq”. Sulla paventata costruzione di un albergo ai piedi della Rocca il Comitato ritiene “l’ipotesi inopportuna e sostanzialmente pericolosa l’edificazione di un Hotel, benché di pregio. La nuova costruzione sarebbe in netta contraddizione con la peculiarità di un’area di masima tutela com la fascia del lago-collina” Sulla “nuova marina” il Comitato non dice no ma “il mercato deve rimanere dov’è e in ogni caso il verde deve rappresentare il 50% del nuovo”, ma si oppone “a nuove costruzioni nella zona della Bruschera e Fornaci”.

Feb 10 2011

Luce dei miei cassetti

Sono un topo d’archivio. Da sempre.  Ero molto giovane e già andavo a caccia di tesori nei cassetti e nei vecchi armadi che profumavano di antico e tra le carte assorbenti macchiate d’inchiostro e le stilografiche rotte, trovavo sempre qualche foto piccolissima, o una lettera dimenticata da qualche antenato. Questa passione per le vecchie storie non mi è mai passata e così oggi che ne ho il tempo, ho la gioia di dedicarmi al ponderoso archivio di famiglia e mi sento un po’ catapultata in un altro mondo e anche in una Angera che non c’è più.

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Il materiale fotografico è tanto, i visi spesso sconosciuti, gli abiti e le scenografie stupendi. Il rammarico è che ormai sono rimasti in pochi a poter dare un nome ai volti sconosciuti e tra non molto nemmeno i miei figli saranno più in grado di riconoscere nonno e zii.  

C’è un sito su Facebook,  che si chiama Angera e il Territorio, dove alcuni concittadini di buona volontà stanno facendo un lavoro stupendo, caricando vecchie foto di luoghi e di gente che così continueranno ad essere ricordati in questo archivio virtuale aperto a tutti, dove anch’io ci ho trovato  vecchie foto di miei antenati che non avevo mai visto. 

Certo che sarebbe bello avere ad Angera uno spazio permanente dove raccogliere questo patrimonio fotografico enorme e dove potersi incontrare per raccontare e farsi raccontare le storie che stanno dietro ogni scatto, perché un tempo ogni posa era preziosa e documentava un evento importante.     

Potrebbe diventare Il Museo delle Immagini di Angera, oppure  Gente e Luoghi d’Angera, e ci  aiuterebbe a ritrovare la nostra identità, le nostre radici, a ridarci quell’orgoglio di appartenenza che è si è dissolto quando abbiamo deciso di isolarci, di chiuderci, come il nostro Castello,  rinunciando alla condivisione, alla responsabilità della cosa pubblica,  alla partecipazione. E se è vero quello che dice Giorgio Gaber, abbiamo perso tutti un po’ di libertà.

Per vedere foto di Angera vedi Angera e il Territorio e Angera e Dintorni.

Feb 04 2011

Ma che bella mattina

In questi giorni stavamo preparando le statistiche da mandare a casa degli angeresi, per far sapere che  cosa era stato risposto nei sondaggi dei questionari cartacei e in quelli su internet. L’unico dispiacere era sapere che poca gente aveva risposto. Però sentivamo il dovere di far sapere cosa era stato richiesto e proposto dalla nostra gente.

Stamane, arrivando a lavoro, mi ferma il nostro giornalaio e mi dice: “ho altri questionari, che mi son stati consegnati in questi giorni”.

Caspita, che bello! Pensare che qualcuno si sia posto il problema di cosa sta succedendo e sia andato a cercare quel volantino, l’abbia compilato e sia andato a consegnarlo mi ha riempito di gioia.

Questi Signori hanno capito lo spirito di quello che volevamo fare. Hanno capito che è loro diritto e un poco dovere, nell’interesse di tutti, esprimersi.

E per noi è bellissimo sapere che qualcun altro ha preso coscienza dell’importanza di esprimere la propria opinione sul nostro bene comune: Angera e il suo territorio. E non è importante che tutti la pensino allo stesso modo, è importante che ci sia il confronto. Perchè nessuno ha la verità in saccoccia e ognuno può contribuire a trovare le soluzioni giuste.

Sono state aggiunte le risposte in Flash.

Feb 03 2011

Bus stop

Attendevo un’amica all’imbarcadero di Angera. E’ una cara amica milanese che ha deciso di acquistare un appartamento qui da noi  perché si è innamorata dei nostri panorami e anche un po’ perché mi ha sempre sentito raccontare le storie del nostro bellissimo paese.  E’ una giornalista, ha girato quasi tutto il mondo e il fatto che trovi Angera così bella mi ha inorgoglita.

Mentre aspettavo l’arrivo del battello,  ho notato un autobus fermo alla curva del piazzale e ho chiesto alla  ragazza addetta alla biglietteria  se sapeva dove andasse, perché so che la mia amica, non guidando, cerca sempre dei mezzi di trasporto che non siano solo la mia automobile.  La ragazza mi  ha guardata come se le stessi chiedendo a che ora partiva il primo TGV per Parigi e mi ha risposto che non  aveva la minima idea di quale fosse la destinazione del mezzo,  parcheggiato a pochi metri da lei, e di andare a guardare la colonnina della fermata. Poi ha aggiunto, in  tono quasi confidenziale e con espressione di rimprovero, “guardi che l’autobus non aspettava mai l’arrivo del battello…non fa da coincidenza.”   E allora mi è scappato un pensiero  a voce alta, quasi inavvertitamente, “Certo che Angera è proprio un paese a vocazione turistica!” 

E allora una piccola riflessione: non sarebbe bello avere un volantino con gli orari, ben specificati, di tutti i mezzi di trasporto pubblico che da Angera si muovono verso le stazioni, oppure verso mete turistiche, per chi non può o non vuole usare l’automobile? A volte basta così poco per fare un piccolo passo avanti  verso l’Europa!

Gen 28 2011

CambiAngera sulla Prealpina

Gen 28 2011

Thea sull’allea

Mi chiamo Thea,

sono una signora  labrador di mezza età, biondo chiaro a e leggermente sovrappeso.

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Nonostante abbia tentato più di una  volta di mettermi a dieta,  non so resistere al richiamo del cibo, qualunque esso sia  e non posso far altro che prendermela con la mia maledetta gola se poi la zampa posteriore sinistra  mi fa male……la dottoressa non fa che dirmelo, devo perdere almeno dieci chili. E pensare che quando sono arrivata ad Angera ero disperatamente triste, ma anche splendidamente in forma! Avevo da poco finito la vita agonistica, archiviato le mie coppe di campionessa di Agility, detto addio ai campi di gara e a quegli umani tremendamente ingrati  che si erano stancati di me. La mia nuova collocazione mi è sembrata subito gradevole, facile da gestire,  qualche sguardo dolce per un biscotto, una zampa data con insistenza per un posto sul divano e una bella abbaiata per uscire in giardino.  Il problema dei gatti l’ho risolto abbastanza velocemente con un gentlemen  agreement  che prevede la non belligeranza in casa e una bella rincorsa in giardino….nulla di nuovo. Devo poi dire che in questo bel paese le  passeggiate  lungo il  lago sono davvero impagabili!  Profumi di ogni genere, soprattutto la domenica sera, dopo il passaggio dei turisti….ogni lampione,   ippocastano, platano è un mondo di aromi.  Quando poi la natura chiama, visto che non sono uno dei quei cagnetti microscopici che ho visto circolare ultimamente,  i miei  inquilini raccolgono immediatamente quello che produco e gettano nel cestino più vicino. Sembra quasi che il mio passaggio non sia mai avvenuto, ma sono costretta a notare, cari amici quattro zampe che mi state leggendo, che non avete affatto educato i  vostri amici bipedi a fare altrettanto. Camminando muso a terra, come si conviene ad ogni cane che segua diligentemente le sue piste,  ho troppo spesso incontri ravvicinati con i vostri bisogni che non sono affatto belli da vedere e che, soprattutto,  ci impediscono poi di poter andare a correre nei bei prati di fronte al lago. Se tutti fossero ben educati forse non ci vieterebbero di  scorrazzare dove ci pare.  Quello che però vorrei chiedere agli amministratori di questo bel paese è che venga messo qualche distributore di sacchetti sotto l’Allea, perché magari qualche smemorato non avrebbe più scuse per non usarli e magari,  ogni tanto, anche  qualche bella multa a chi  non ha voglia di chinarsi a raccogliere non guasterebbe.  Noi non possiamo farlo da soli, e se i nostri amici bipedi ci vogliono bene devono dimostrarlo anche con un piccolo gesto di civiltà come questo, perché decidere di adottare uno di noi vuole anche dire assumersi delle responsabilità. 

Tuttavia,  questo bel lungolago è un po’ trascurato anche perché non sono solo i cani che lasciano il segno del loro passaggio,  anche gli umani hanno una incredibile produzione di  bottiglie di vetro e scatole vuote di sigarette e rifiuti di ogni genere che poi giacciono per giorni sulla ghiaia e allora  forse bisognerebbe mettere  un bel cartello anche per loro, che dica:  è vietato l’ingresso ai maleducati.

Grazie per l’attenzione.

THEA

Gen 23 2011

I 7 Re d’Angera

Pur sapendo che ogni atto pubblico dovrebbe ispirarsi a giustizia ed equità, per non rischiare di perderci in disquisizioni che farebbero solo perder tempo, ci tengo a ribadire che le domande che qui seguono si ispirano ad un solo fine: massimizzare il vantaggio per la comunità angerese. Per cui ben venga ogni chiarimento ai nostri dubbi, ogni spiegazione dell’utilità delle varie iniziative decise, ma ancor più gradito sarà ogni ripensamento al fine di incrementare i vantaggi per la nostra comunità. Per chi è di fretta si legga il punto 1 e il 7.

1) ATU Borromeo. Perché trasformare in oro per i Borromeo un terreno che non valeva nulla senza apparentemente chiedere niente in cambio? Non era questa l’occasione per chiedere almeno 2 cose ai Borromeo? Primo ridare il libero accesso alla balconata in Rocca, togliendo le grate e i tornelli e riportando l’ingresso al portone. Secondo illuminare la Rocca. Lo strumento idoneo per questo tipo di richieste era un altro, il  Piano Integrato di Intervento e non la semplice Trasformazione Urbanistica. Con l’ATU la proprietà non è obbligata a fare queste concessioni.

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2) APC 1 ex suore. Perché prevedere nel PGT strutture così alte al limite del centro storico, dove per noi quasi tutto è vietato?

3) APC 2 via Arena. Perché prevedere strutture così alte in area con edifici bassi? Addirittura con limite minimo di altezza superiore a quanto previsto dallo stesso costruttore. Il quale se non vedrà accolta la propria osservazione al PGT non potrà mantenere edifici più bassi di 3 piani e quindi addio villette.

4) APC 5 Bruschera. Perché prima si era prevista la rigida costruzione secondo le regole del caseggiato in linea, come l’edificio vicino, con schema vincolante, in categoria A, con grande area a verde e parcheggio pubblico di 2900mq e poi costruzioni a piacere, non più in cat. A, con verde e parcheggio ridotto a 1100 mq, cancellato lo schema? Allora le regole ferree non valgono per tutti?

5) ATU 1. Perché prevedere una grande marina, che fa fatica a trovare un investitore? Perché prevederla in un’area a forte tutela ambientale e faunistica? Perché in un’area con fondali così poco profondi da rendere impossibile l’accesso alle barche a vela? Perché non prevederla in aree con fondali alti, con grandi scambi d’acqua per evitare il ristagnare di eventuali residui dei motori nell’insenatura dell’oasi? Perché non ripensare all’area dell’isolino-oasi come area di riqualificazione ambientale, prevedendo semmai gite guidate in barca, con pedalò o canoe in quello scampolo di natura in centro città. Argomento di discussione non di imposizione.

6) ATU Oasi della Buschera. Quale contropartita per la collettività è prevista per la trasformazione di edificabilità di un’area così vasta? Perché aver già previsto l’accesso al lago all’interno della area di tutela comunitaria? Si conoscono le intenzioni edificatorie della committenza? Perché non le si mostrano anche a noi, alla cittadinanza, per poter giudicare ed eventualmente apprezzare le iniziative, incluse le richieste di pubblica utilità? Anche in questo caso lo strumento doveva essere un altro, ponendo precise richieste.

7) Fuori dal PGT. Nuovo asilo. Pur capendo l’esigenza di trovare una soluzione a breve, segnaliamo che questo sito presenta numerosi elementi di criticità. E’ situato su un terreno ricco di falde sotterranee, sorgenti ed un rivo a cielo aperto, sembrerebbe nel bel mezzo dell’area di edificazione. E’ un’area molto umida; questo dipenderebbe dai corsi d’acqua ma soprattutto dalle collinette e dall’altopiano di carbonato di calcio depositato nel tempo dalla “Magnesia”. Questo deposito fungerebbe da spugna imbevuta che rilascia costantemente umidità. E’ infestata anche di giorno dalle zanzare. Spesso è presente un forte odore di fogna: dipenderà dalla vicinanza al depuratore, da scarichi irregolari nel rivo? Per la realizzazione sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro. Ma esistono altre soluzioni.

Basta non pensare ai rancori personali e non incaponirsi. Basta pensare all’interesse della collettività, aprire la testa alle idee e dimenticare per un attimo l’atteggiamento dirigista d‘altri tempi.

Gen 14 2011

PGT da rivedere ma non per litigare

Questo PGT viene visto da una parte della popolazione come ingiusto, da altri imperfetto, da altri ancora poco adeguato al nostro sentire.

Purtroppo però, in questo periodo pre-elettorale, ogni pensiero ed ogni azione rischiano di divenire argomento di scontro più che di confronto. E siccome pare che l’amministrazione uscente voglia ripresentarsi alle nuove elezioni, lo scontro sembra doversi fare tra loro e tutti gli altri, su qualsiasi tema e a qualsiasi costo.

E così, lo strumento più importante per il nostro territorio, per le nostre case potrebbe diventare una pratica da archiviare al più presto possibile per una parte, una cosa da distruggere ad ogni costo per le altre parti in causa.

Non è così. Parliamo della nostra terra, delle nostre acque, del nostro paesaggio, delle nostre dimore. E parliamone, parliamone…civilmente. Amministratori apritevi al confronto, cittadini disponiamoci al confronto! 

Quello che intendo gridare a tutti e a noi per primi (che abbiamo mosso le osservazioni ed anche le critiche al PGT)  è che in questo caso in particolare  non si debba considerare un eventuale ripensamento o correzione al PGT, da parte dell’amministrazione, come un segno di nostra forza.

Egualmente,  vorrei far sapere agli amministratori uscenti di non temere di apparire come dei deboli nel caso in cui volessero rivedere questo PGT e ridiscuterlo.  Anzi, sono convinto che darebbero un gran segno di civiltà democratica. Farebbero capire che sanno recepire le istanze della loro gente, facendo ogni sforzo per realizzare un progetto del territorio il più largamente condivisibile dagli angeresi.

Riceverebbero quell’attestato di stima che da tempo ci piacerebbe poter esprimere.

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