Giu 03 2011

Primo Consiglio e prime proposte.

Martedì sera si è svolto in un clima festoso il primo Consiglio Comunale.

Sbrigate le pratiche di rito per l’insediamento del Consiglio, i Capigruppo della minoranza hanno preso la parola. A me è sembrato inutile ribadire generici ringraziamenti e complimenti. Ho approfittato della presenza di un folto pubblico per invitare il Sindaco e i consiglieri a trattare argomenti che possano invogliare la gente a partecipare ai consigli comunali.

Per prima cosa ho suggerito la possibilità di dare la parola al pubblico al termine della seduta consiliare per porre domande ai consiglieri sugli argomenti trattati.

La possibilità di registrare le sedute, per poterle anche trasmettere, sul sito del comune, in streaming.

Ho infine segnalato che, essendo cambiate le regole, lo statuto del comune va riscritto. Questa potrebbe essere l’occasione per apportare alcune integrazioni, soprattutto di carattere generale agli articoli 1 e 2.

Per esempio non sarebbe opportuna una migliore definizione delle Finalità.

Per stimolare il dibattito riporto ad esempio quelle di un piccolo comune sardo. Potrebbe andar bene per la nostra realtà? Lo trovo un po’ più semplice e meno ambiguo del nostro (ma ce ne saranno di migliori).

Il Comune assume quali obiettivi primari nell’esercizio delle proprie funzioni:

    a) la tutela del diritto alla salute di tutti gli abitanti;
    b) la promozione dei servizi sociali, con particolare attenzione agli anziani soli e alle persone in condizioni di disagio e di emarginazione;
    c) la conservazione ed il potenziamento delle connotazioni dell’identità comunale sul piano storico culturale;
    d) la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale;
    e) lo sviluppo delle attività turistiche;
    ….
    Perchè non cercate o proponete anche voi le modifiche che vi sembrano più giuste al nostro caso?
    Cliccare sui link blue per andare alle pagine segnalate.

Mag 30 2011

…sempre più sù!

 

 Grande gioia in casa De Bastiani per la convocazione da parte del CT della nazionale Femminile di canottaggio, Josy Verdonkschot, della nostra atleta Chiara Ondoli agli Europei Junior.

  Dopo aver valutato l’andamento delle prime due gare nazionali e del Memorial d’Aloja, nonché l’attuale stato di preparazione, il Commissiario Tecnico del settore Femminile ha deciso che Chiara farà parte della squadra che parteciperà agli Europei Junior in programma il 25-26 giugno a Kruszwica (PL).

da www.angera.net

Con l’occasione segnalo altri due siti che si occupano di Angera:

www.angera.net e www.angera.biz

Mag 28 2011

Ve ne siete accorti?

Ve ne siete accorti che abbiamo superato le 30.000 pagine visitate?

Vi do altri dati: 9.157 visite, 30.150 pagine visitate, una media di 60 visitatori al giorno, con punte di 180. Avete scritto 221 commenti pubblicati, ma sono di più se non ne avessi cancellati alcuni accidentalmente quando ho attivato l’antispam. Sono stati scritti 80 articoli e ci sono 23 pagine. Il giorno della settimana con maggiori accessi è il martedì con il 16,9%, seguito dal lunedì col 16,6 e poi gli altri a scalare dal mercoledì sino alla domenica con il 10,4%. Le ore di maggior afflusso sono dalle 13 alle 15 con il 7,2% ad ogni ora, dalle 21 alle 22 col 7% e dalle 16 alle 18 con il 6,9% per ora. Ma c’è anche un 2,4% di visitatori che si collegano tra mezzanotte e l’una, uno 0,8 dopo l’una e uno 0,3% dopo le due. Alle 6 del mattino c’è già un 1% che si collega.

Tutto questo succede perchè ci siete voi,  perchè contribuite con i vostri commenti a tener vivo il blog. Ottima l’idea proposta da Cande Lina di invitare ad inviare foto o quant’altro. Fatelo utilizzando la mail molalosso@libero.it  A proposito di nomi che sono dei giochi di parole sapete perchè l’ho chiamata così? MOL =molgora, AL= alessandro, OSSO=la professione. Morale= “molare l’osso” – versione professionale – oppure alla veneta “molla l’osso” – versione esortativa – Queneau docet.

Vi invito a scrivere vostri articoli, così mi diletto a fare il caporedattore: fuori la poesia, lo spirito da segugio, le capacità critiche e giù a scrivere.

Un caro saluto a tutti e a Lampa Dina, a Fana Lino, a Cande Lina da Lampa Dario.

Mag 25 2011

Consiglio Comunale

Martedì 31 maggio alle ore 21

in sala consiliare del Comune di Angera

 si terrà

 il primo Consiglio Comunale.

 

In quella sede verrà comunicato che il gruppo consiliare CambiAngera sarà rappresentato da un proprio capogruppo. Ecco la comunicazione presentata al Sindaco e l’Ordine del Giorno della seduta consiliare.

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

 

Mag 25 2011

Le preferenze

Di seguito riportiamo i dati delle preferenze espresse per i singoli candidati e delle liste, per ogni seggio, alle elezioni comunali ad Angera del 2011. Clicca sul link per aprirlo.

Risultati elezioni comunali 2011 PREFERENZE

Risultati elezioni comunali 2011 PER SITO

Mag 21 2011

La carica dei 1.198

Gentilissimo ….,
Gli amici di ” Anch’ io voglio correre!” desiderano informarla che in data 10 maggio  2011  hanno consegnato all’Amministrazione Comunale  la loro  petizione per la richiesta di un’ area attrezzata per la socializzazione e lo sgambamento dei cani  e sono state protocollate, presso il comune di Angera 1198 firme ( 327 di cittadini angeresi) .
Vorremmo ringraziare tutti coloro che  si sono interessati alla nostra iniziativa  e   ci hanno dato il loro appoggio. Attendiamo fiduciosi…insieme alle nostre creature pelose! (ne “inviamo alcune dall’ aria un po’ preoccupata)
Cordiali saluti,
per gli amici di “Anch’ io voglio correre!” 
Lettera Firmata.
P.S.: Un grazie “speciale” a Lei che nel corso di questa campagna elettorale ha con pazienza ascoltato le proposte di tutti dimostrando disponibilità,   umiltà , serietà e   assenza di  pregiudizi …questi ultimi , forse , hanno condizionato il risultato finale…. ma questa è solo una considerazione personale ….che non merita di essere approfondita…Noi continueremo le nostre piccole battaglie…. ” non arrendiamoci”!

Mag 18 2011

Cara Sig.ra Magda

Cara Sig.ra Magda Cogliati,

devo fare a Lei ed ai componenti del suo gruppo i complimenti per la brillante vittoria elettorale.

Ho apprezzato molto il fatto che le sue prime parole da eletta siano state rivolte in favore di una maggior attenzione per le nostre periferie e per i nostri giovani. Lei è partita col piede giusto.

Per quel che mi compete ci tengo a farLe sapere che non sono sceso in politica per combattere contro di Lei, il suo gruppo o la sua futura amministrazione. L’ho fatto solo perchè vorrei essere utile alla mia comunità.

Per questo sono contento di poter contribuire con il mio entusiasmo e quel po’ di competenze e conscenze che ho maturato in questa mia breve vita politica, per migliorare la nostra città e far felice la nostra gente.

Quindi sin da ora do piena disponibilità alla collaborazione per realizzare progetti utili per noi tutti.

Per non perdersi in chiacchere, per iniziare se anche voi vedeste come abbastanza prioritario realizzare un progetto utile come ad esempio quello della sede della canottieri, mi rendo sin da ora disponibile a sollecitare l’amministrazione provinciale per avere il suo supporto (poichè da tempo abbiamo intrapreso con questo ente un dialogo costruttivo).

E’ inutile che Le ricordi che qualora dovessi vedere che la sua cinetica non corrisponde alle nostre aspettative sarò un rompiscatole come mi consco d’essere e come è compito di una seria minoranza.

Sarò suo consigliere (anche non richiesto) per allertarLa su situazioni equivoche o pericolose.

Ed infine sarò suo acerrimo nemico se mi dovessi accorgere che persone interessate possano mai condizionare il suo operato.

Con stima.

Alessandro Paladini Molgora

Mag 17 2011

I risultati elettorali

Clicca sulla pagina per ingrandirla.

Mag 15 2011

La storia di Matteo

Vista la coincidenza del silenzio elettorale e della prima comunione di mio figlio, per una volta non parlerò direttamente di Angera ma lo farò raccontando una storia che scrissi per mio figlio, quando aveva 3-4 anni, immaginandolo già ragazzo, alle prese con una storia di lago.

______________

Matteo sin da bambino amava i lavori manuali. Amava trafficare con tenaglie, bulloni, forbici e tutto quello che si poteva montare o smontare. La cosa che lo appassionava di più era piantare chiodi, che lui chiamava “i chiodetti”.

Matteo abitava in un paese di lago. Per lui, vedere le barche dei turisti d’acqua d’estate e dei pescatori tutto l’anno era uno stimolo alla gran voglia di fare.

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Giunto all’età in cui si può anche riuscire a costruire qualcosa, decise di costruirsi una barca per poter portare gli amici, prendere il sole o fare un bagno al largo o – perché no – imparare a pescare.

L’idea gli era venuta perché la strada che lo portava in paese passava davanti ad una casetta con una cancellata verde che delimitava uno spiazzo di ghiaia. Nel bel mezzo del cortile, piantata su due cavalletti di legno vi era una barca malconcia che il signor Pedro, così lo chiamavano tutti, stava cercando di rimettere in sesto.

L’impresa ad un primo momento pareva impossibile ma col passare dei giorni, grazie alla maestria e alla pazienza del signor Pedro sembrava sempre più realizzarsi.

Un giorno Matteo decise di chiedere informazioni al Pedro.  Si attaccò con le dita alla cancellata e aspettò che il Pedro si accorgesse di lui. Non vedendo alcuna reazione prese coraggio e disse: “Bella la barca. Sta venendo bene!” – anche se a dire il vero non era proprio convinto della bellezza del guscio di tavole.

Il Pedro non rispose ma alzò lo sguardo come a voler leggere se il giovane volesse prenderlo in giro.

“..sa, è giorni che la guardo, la sua barca, ..e non avrei pensato che sarebbe potuta tornare in acqua. Invece…” disse Matteo.

Quasi come monito rivolto ai giovani, il Pedro disse: “si può realizzare ogni cosa, basta volerlo ed impegnarsi per realizzarla”.

Il Pedro non  sapeva che Matteo lo voleva veramente e che in quanto ad impegno ne avrebbe messo tanto, perché sognava di averla già realizzata la sua barca.

I giorni che seguirono furono davvero proficui. Matteo si mise a passare anche tre volte al giorno dalla casa del Pedro. Salutava e poi cominciava subito con mille domande, per niente stupide. Per questo il Pedro cominciò a spiegargli diverse cose sulle barche, sui legnami, su come vanno montati.

Una mattina passando per andare a scuola salutò come era divenuta abitudine il signor Pedro e questi gli rispose: “oggi, passa verso le quattro che ti devo portare in un posto”. La curiosità era tanta ma Matteo non osò chiedere di più perché aveva capito che “il Pedro, decide lui”.  Alle tre e venti era attaccato al cancello. Quando il Pedro lo vide gli venne un sorriso a mezze labbra, si asciugò le mani, prese una carriola e si avviò con lui su per la strada. Andarono insieme da un signore magro-magro e piccoletto chiamato il “ciapa rat”, che aveva ereditato questo soprannome dal padre e che significava inspiegabilmente “colui che prende i topi”.  Questi possedeva una barca malmessa che, come da accordi precedentemente presi col Pedro, gli regalò di buon grado pur di far spazio. Portarono la barca con la carriola sino al suo giardino. Inventò in fretta due cavalletti. Ci mise su lo scafo capovolto, proprio come avrebbe fatto il Pedro. Iniziarono una sommaria valutazione della parte danneggiata irreparabilmente e di quella che si poteva recuperare. Così sapeva da dove iniziare l’opera di restauro.

Seguirono giorni di intenso lavoro. Prima di iniziare la giornata passava dal Pedro, gli raccontava cosa aveva fatto il giorno precedente e chiedeva consigli su cosa fare il giorno seguente. Tanto era dettagliato il racconto di quello che era riuscito a fare che al Pedro non serviva recarsi nel giardino di Matteo a vedere l’opera, perché già la vedeva.

Quando ormai si era capito che il lavoro stava giungendo al termine, Matteo non fu più visto passare dal Pedro per tre giorni. Poi improvvisamente al quarto giorno comparve esultante: “Pedro stasera quando esco da scuola alle cinque vieni al molo che variamo il mio piroscafo”. Il Pedro sorrise soddisfatto poi cercò di dire: “fai attenzione perché il legno..” Non fece in tempo a finire la frase che Matteo senza scendere dalla bici disse: “devo andare, sono in ritardo. Ne parliamo stasera. Alle cinque in punto”.

Uscì da scuola alle quattro e mezza come al solito. Via di corsa con la bici a casa. La barca era già montata sulla carriola. Con uno sforzo enorme, sudato e stanco arrivò al molo in tre minuti. Avrebbe voluto aspettare il Pedro ma la voglia di varare la sua barca era tale che decise di metterla in acqua subito: “così vedrà la mia barca già in acqua, pronta per salirci e farci un giretto”. Si diresse con la carriola in acqua, finché l’acqua non lo bagnò sino alla vita. La barca si sganciò da sola dalla carriola. Ma con suo terribile stupore vide che l’acqua entrava nello scafo da tutte le fessure e in meno di un paio di minuti la barca sprofondò per trequarti, appoggiandosi sul fondo. Sconsolato uscì dall’acqua e si sedette a guardare la triste fine della sua opera.

Dopo poco arrivò alle sue spalle il Pedro che nel vederlo così affranto gli disse:

“Un lavoro ben fatto non mai è fatto invano”.

“Ma questo non è un lavoro ben fatto, guardala è a fondo”.

“Il legno ha sempre aiutato l’uomo”.

Matteo neanche l’ascoltò e disse: “Mi dai una mano a tirarla su”.

Il Pedro deciso disse: “No”.

“Da solo non ce la faccio. Dammi una mano”.

“No!”

“Cosa faccio: devo lasciare qui a marcire in acqua tutti i miei sogni e i miei errori?”

“Mai far marcire i sogni – rispose il Pedro. E poi aggiunse – Errore ne hai fatto uno solo, quello di non chiedermi proprio tutto sulle barche, anche per il giorno del varo. Non va mai lasciato nulla al caso e all’entusiasmo. Ora lascia qua la barca. Torna a casa. Ci troveremo qui fra dieci giorni esatti a quest’ora”. Passò una mano sulla testa di Matteo e se ne andò.

Per dieci giorni Matteo non si vide più passare davanti casa del Pedro. Dalla vergogna e dalla rabbia, aveva deciso di cambiare strada per andare a scuola. Il decimo giorno passò di lì per verificare se il Pedro si fosse dimenticato dell’appuntamento. Come lo vide il Pedro disse: “ciao Matteo. Non sei stato bene?”. Matteo fece una smorfia che non diceva nulla, ne sì ne no. Il Pedro prese due enormi recipienti che sembravano dei boccali e disse: “andiamo a varare la tua barca”.

Giunti al molo lo scafo si trovava nella stessa posizione in cui era stato lasciato dieci giorni prima, più a fondo che fuori dall’acqua. Il Pedro diede un boccale a Matteo e si diresse in acqua. Iniziarono entrambi in silenzio a togliere di gran lena acqua dall’interno dello scafo. Matteo si accorse subito che il livello dell’acqua all’interno dello scafo continuava a calare. La barca ad un certo punto si staccò dal fondo e iniziò a galleggiare. Allora saltò dentro e svuotò con più foga tutta l’acqua rimasta. Finito di svuotare si sedette sul sedile, Guardò il Pedro e disse: “che cosa hai combinato?”

“Io, nulla” – rispose il Pedro.

“E allora, perché non entra più l’acqua?”

“Te l’avevo detto che il legno aiuta l’uomo. Sai cosa è successo? Stando in acqua questo tempo il legno si è inzzuppato, si è gonfiato ed è andato a chiudere da solo tutte le fessure. Sempre quando si vara una barca bisogna fare esattamente come hai fatto tu. Lasciare lo scafo a mollo, sott’acqua per una decina di giorni e poi salirci su e andare come faremo adesso noi due”.

Senza più dirsi nulla, vogando ognuno con un remo, si allontanarono dalla riva per andarsi a godere la bella serata in mezzo al lago.

Mag 13 2011

Fatto e non fatto, proposte per il futuro

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