Lug 25 2017

Serata sulla sicurezza

 

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Lug 25 2017

Il medico può essere scelto dal 21/8

Per quanto riguarda la scelta del nuovo medico, ricordiamo che questa scelta presso gli uffici ATS (ex-ASL), può essere fatta solo a partire dal 21 agosto.

Non vi è un sistema di prenotazione ed è quindi inutile rivolgersi anticipatamente agli uffici per effettuare la scelta, poiché gli uffici non possono fare assegnazioni sino alla data di attivazione del servizio.

Ricordiamo che la dottoressa ha dato una disponibilità sino al tetto massimo di assistiti e quindi non vi saranno problemi di posti.

Lug 24 2017

Sveglia!

Sulla questione migranti è giunta l’ora di svegliarsi da questo torpore buonista che imprigiona la politica come la nostra morale e rischia di portarci a problemi sociali di enorme portata e di ingovernabilità del fenomeno.

Pensando a queste persone, i migranti, chi potrebbe provare sentimenti diversi dalla pena e voglia di portar aiuto di fronte a tanta miseria? Dobbiamo però cominciare ad essere un po’ razionali, oltre che solo emotivi.
L’Africa è immensa come la miseria in essa rappresentata. Ma la povertà e la disperazione superano i suoi confini di molto. Pensare che l’Italia da sola possa farsene carico è un puro esercizio suicida per noi stessi.
Per consolarci, abbiamo dimostrato di essere i migliori? Evitiamo però ora di venir travolti dalle catastrofi umanitarie. Perché questa situazione ha superato di gran lunga l’emergenza. È diventata un esodo planetario senza sbocchi. Ovvero, noi siamo il capolinea. È triste ma dobbiamo prenderne atto.

Sino ad ora al problema si è risposto con continui stanziamenti di fondi aggiuntivi da parte dello Stato (molto meno dell’Europa) e con lo scarico della ricaduta finale della collocazione dei migranti sulle comunità locali. Questa valanga di soldi messi a disposizione dallo Stato (4,2 miliardi di € previsti per il 2017) ha, in più, ingenerato appetiti in neonati operatori a diverso livello e ha illuso i governi di potersi liberare del problema, diluendolo sui territori e su operatori umanitari o prezzolati.

Come sindaco dovrei attenermi al parlare del fenomeno locale, frutto dei dubbi e delle incertezze che tutti proviamo. Dovrei giudicare i fenomeni che spesso presentano dei risvolti speculativi, di qualche concittadino che pur di guadagnare da un affitto di locali che altrimenti difficilmente troverebbero persone interessate, di cooperative che appena ottenuti i locali cercano di collocarvi persone che da quel momento possono fruttare economicamente, di prefetture allarmate dal quotidiano crescere di persone a cui trovare una collocazione immediata. Dovrei pensare a cosa succederà il giorno dopo che le questure accerteranno che queste persone non hanno diritto al riconoscimento di profugo (95% – dato Ministero dell’Interno sia per il 2015 che per il 2016) e non potranno più beneficiare dell’alloggio e il mantenimento, diventando dei clandestini che potrebbero vagare sul nostro territorio senza possibilità di integrazione a nessun livello.

Il problema, a noi sindaci, venne subito proposto come emergenza da affrontare insieme. La risposta che già quasi un anno fa venne da più sindaci data in prefettura, fu – come logica conseguenza del fatto che un’emergenza ha un inizio e una fine, mentre questa sembrava già allora una escalation dalle conseguenze prevedibili – che era dovere dello stato quello di cambiare rotta e che il famoso 3,5 migranti per mille abitanti era un limite illusorio. La proposta del tetto massimo di migranti (che peraltro è cresciuto), costringe i comuni a cercare alloggi, gestire pasti, organizzare i gruppi, cercare di integrarli, mettere a disposizione il già risicato personale comunale, pagare una quota (seppur del 5%) che si fa fatica a reperire per gli altri crescenti problemi sociali di diversi cittadini.

La grave empasse in cui ci troviamo deriva proprio dal fatto che ci siamo scoperti dei buoni, umanitari ad ogni costo, “eroi”.

Però se ripercorriamo le tappe che ci hanno portato qui, scopriremmo che ancora una volta ci siamo invischiati da soli, con qualche aiutino. Tutti sappiamo che in origine per noi italiani non era un gran problema soccorrere i migranti in mare, poiché eravamo consci del fatto che questi volessero andare nei paesi del nord Europa. Poi man mano che si chiudevano le frontiere i nostri governanti, a differenza della Turchia che si fa pagare 3 miliardi di €, hanno ottenuto pochi milioni,  87 per la precisione nel 2017 e in decremento negli anni (160 mln nel 2014). Tutto questo a fronte di una spesa stimata di oltre 4,2 miliardi a nostro carico presi dalle nostre casse, come spesa improduttiva per il 90% (dati documento programmatico del Min. Economia e Finanza – 2017). Si ipotizza anche che siano stati barattati con l’Europa degli spazi finanziari che aumentano solo il nostro debito, promettendo una gestione nazionale del problema, a parte i piccoli numeri programmati a cui le altre nazioni dovrebbero far fronte.

Il problema è proprio questo. Ancora una volta, la politica italiana evita accuratamente di affrontare il tema della programmazione nella gestione dei fenomeni. E così di fronte ad una Europa, al mondo intero che si chiude, non sapendo più come venire a capo da una gestione scriteriata del fenomeno, la politica nazionale si può solo scoprire “buona ed eroica”.

Ora, però, è venuto il momento di svegliarsi. Di capire che non è con i continui stanziamenti aggiuntivi di soldi che si risolve un problema di flussi crescenti di immigrati. Di pensare che di questo passo i continui episodi di intolleranza, rischiano di esplodere se i numeri rimangono ingovernabili. E non siamo lontani. Questa non è retorica – ci sono troppi segni premonitori. Siamo prossimi al collasso – questo è quello che percepisco parlando con le autorità a più livelli.

Il Governo deve agire e purtroppo drasticamente, come hanno fatto tutte le altre nazioni prima di noi. Siamo stati buoni, bravi oltre ogni limite. Il dovere è stato assolto oltre ogni logica. Va dato mandato al governo per cambiare rotta. E se questo non lo vuol fare bisogna responsabilizzare tutte le forze politiche perché mettano fine a questa disastrosa esperienza. Se il problema rimane quello del soccorso in mare, continuiamo pure a stanziare gli 886 mln di € previsti che mettiamo a disposizione per questo servizio, a fronte dei 4,2 miliardi che già oggi spendiamo per cercare di governare un problema che appare insostenibile, non solo economicamente ma soprattutto socialmente.

* dati presi dal documento programmatico di bilancio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Lug 24 2017

La rotta da invertire

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Lug 24 2017

Mamme con idee per l’ospedale

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Lug 23 2017

Nuovo medico di famiglia

L’ATS (ex-ASL) ci comunica che a partire dal 21 agosto pv, la Dottoressa Lara Mussi (che prende il posto della dottoressa Androni) prenderà servizio come Medico di Base in via Greppi al 22.

 Finalmente, riusciamo a riavere un servizio medico di base a pieno regime. Ringraziamo i responsabili del servizio Ats che ci hanno tenuti sempre aggiornati sulle evoluzioni e facciamo tanti auguri alla Dottoressa Mussi, di cui ci hanno detto in molti un gran bene.

 

Lug 23 2017

L’incendio di ieri notte

Lug 21 2017

Gite all’oasi

…anche se l’oasi è magnifico visitarla dopo le ore 20 o la mattina presto (per chi ce la fa ad alzarsi presto).

Sul prato dopo il ponticello è facile incontrare una volpe con una coda enorme. Dopo la sbarra e lungo la strada che porta alle vasche si incontrano coniglietti. In acqua, famiglie papere, cigni, nutrie che si asciugano, aironi cinerini e tanto altro… che un inesperto come me non sa descrivere.

Lug 19 2017

Assessore Gallera mantiene la promessa

Lug 16 2017

Letture a lago

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