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Lug 24 2017

Sveglia!

Sulla questione migranti è giunta l’ora di svegliarsi da questo torpore buonista che imprigiona la politica come la nostra morale e rischia di portarci a problemi sociali di enorme portata e di ingovernabilità del fenomeno.

Pensando a queste persone, i migranti, chi potrebbe provare sentimenti diversi dalla pena e voglia di portar aiuto di fronte a tanta miseria? Dobbiamo però cominciare ad essere un po’ razionali, oltre che solo emotivi.
L’Africa è immensa come la miseria in essa rappresentata. Ma la povertà e la disperazione superano i suoi confini di molto. Pensare che l’Italia da sola possa farsene carico è un puro esercizio suicida per noi stessi.
Per consolarci, abbiamo dimostrato di essere i migliori? Evitiamo però ora di venir travolti dalle catastrofi umanitarie. Perché questa situazione ha superato di gran lunga l’emergenza. È diventata un esodo planetario senza sbocchi. Ovvero, noi siamo il capolinea. È triste ma dobbiamo prenderne atto.

Sino ad ora al problema si è risposto con continui stanziamenti di fondi aggiuntivi da parte dello Stato (molto meno dell’Europa) e con lo scarico della ricaduta finale della collocazione dei migranti sulle comunità locali. Questa valanga di soldi messi a disposizione dallo Stato (4,2 miliardi di € previsti per il 2017) ha, in più, ingenerato appetiti in neonati operatori a diverso livello e ha illuso i governi di potersi liberare del problema, diluendolo sui territori e su operatori umanitari o prezzolati.

Come sindaco dovrei attenermi al parlare del fenomeno locale, frutto dei dubbi e delle incertezze che tutti proviamo. Dovrei giudicare i fenomeni che spesso presentano dei risvolti speculativi, di qualche concittadino che pur di guadagnare da un affitto di locali che altrimenti difficilmente troverebbero persone interessate, di cooperative che appena ottenuti i locali cercano di collocarvi persone che da quel momento possono fruttare economicamente, di prefetture allarmate dal quotidiano crescere di persone a cui trovare una collocazione immediata. Dovrei pensare a cosa succederà il giorno dopo che le questure accerteranno che queste persone non hanno diritto al riconoscimento di profugo (95% – dato Ministero dell’Interno sia per il 2015 che per il 2016) e non potranno più beneficiare dell’alloggio e il mantenimento, diventando dei clandestini che potrebbero vagare sul nostro territorio senza possibilità di integrazione a nessun livello.

Il problema, a noi sindaci, venne subito proposto come emergenza da affrontare insieme. La risposta che già quasi un anno fa venne da più sindaci data in prefettura, fu – come logica conseguenza del fatto che un’emergenza ha un inizio e una fine, mentre questa sembrava già allora una escalation dalle conseguenze prevedibili – che era dovere dello stato quello di cambiare rotta e che il famoso 3,5 migranti per mille abitanti era un limite illusorio. La proposta del tetto massimo di migranti (che peraltro è cresciuto), costringe i comuni a cercare alloggi, gestire pasti, organizzare i gruppi, cercare di integrarli, mettere a disposizione il già risicato personale comunale, pagare una quota (seppur del 5%) che si fa fatica a reperire per gli altri crescenti problemi sociali di diversi cittadini.

La grave empasse in cui ci troviamo deriva proprio dal fatto che ci siamo scoperti dei buoni, umanitari ad ogni costo, “eroi”.

Però se ripercorriamo le tappe che ci hanno portato qui, scopriremmo che ancora una volta ci siamo invischiati da soli, con qualche aiutino. Tutti sappiamo che in origine per noi italiani non era un gran problema soccorrere i migranti in mare, poiché eravamo consci del fatto che questi volessero andare nei paesi del nord Europa. Poi man mano che si chiudevano le frontiere i nostri governanti, a differenza della Turchia che si fa pagare 3 miliardi di €, hanno ottenuto pochi milioni,  87 per la precisione nel 2017 e in decremento negli anni (160 mln nel 2014). Tutto questo a fronte di una spesa stimata di oltre 4,2 miliardi a nostro carico presi dalle nostre casse, come spesa improduttiva per il 90% (dati documento programmatico del Min. Economia e Finanza – 2017). Si ipotizza anche che siano stati barattati con l’Europa degli spazi finanziari che aumentano solo il nostro debito, promettendo una gestione nazionale del problema, a parte i piccoli numeri programmati a cui le altre nazioni dovrebbero far fronte.

Il problema è proprio questo. Ancora una volta, la politica italiana evita accuratamente di affrontare il tema della programmazione nella gestione dei fenomeni. E così di fronte ad una Europa, al mondo intero che si chiude, non sapendo più come venire a capo da una gestione scriteriata del fenomeno, la politica nazionale si può solo scoprire “buona ed eroica”.

Ora, però, è venuto il momento di svegliarsi. Di capire che non è con i continui stanziamenti aggiuntivi di soldi che si risolve un problema di flussi crescenti di immigrati. Di pensare che di questo passo i continui episodi di intolleranza, rischiano di esplodere se i numeri rimangono ingovernabili. E non siamo lontani. Questa non è retorica – ci sono troppi segni premonitori. Siamo prossimi al collasso – questo è quello che percepisco parlando con le autorità a più livelli.

Il Governo deve agire e purtroppo drasticamente, come hanno fatto tutte le altre nazioni prima di noi. Siamo stati buoni, bravi oltre ogni limite. Il dovere è stato assolto oltre ogni logica. Va dato mandato al governo per cambiare rotta. E se questo non lo vuol fare bisogna responsabilizzare tutte le forze politiche perché mettano fine a questa disastrosa esperienza. Se il problema rimane quello del soccorso in mare, continuiamo pure a stanziare gli 886 mln di € previsti che mettiamo a disposizione per questo servizio, a fronte dei 4,2 miliardi che già oggi spendiamo per cercare di governare un problema che appare insostenibile, non solo economicamente ma soprattutto socialmente.

* dati presi dal documento programmatico di bilancio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

5 comments

  1. Anonimo

    Quanta ipocrisia.
    La soluzione se si vuole è sotto glio occhi di tutti.
    Basterebbe che Francia e Germania chiudessero il passaggio dal Niger per risolvere gran parte del problema, ma siccome lor signori hanno interessi sulle miniere di uranio ( la Francia in primo luogo per alimentare le sue centrali) e di metalli preziosi, SE NE SBATTONO ALTAMENTE LE ……
    noi siamo solo capaci di dire ” copiamo igli altri paesi, Francia, Germania, Inghilterra e non facciamoli entrare: è più comodo dare addosso ai poveri migranti che andare contro i POTERI FORTI E GLI STATI EUROPEI CAUSA DI TUTTO QUESTO DISASTRO.
    Ma già, dimenticavo, io sono comunista. ahahahahahahaha

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    1. Anonimo

      Non mi pare che nell’articolo si dia addosso ai migranti, ma si dice semplicemente che l’attuale “politica” su questa situazione non è sostenibile ancora per molto e che bisogna trovare una soluzione definitiva.

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  2. anonimo

    Realismo quello dell’articolista, non ipocrisia. E’ chiaro che il problema dell’Africa (oggi un miliardo e duecento milioni di abitanti, due miliardi nel 2054) e dell’Asia (già ora oltre 4 miliardi di abitanti) non poteva essere risolto dall’Italia nè, evidentemente, neppure dall’Europa tutta (basta guardare quanti abitanti hanno la Nigeria, il Bangladesh, il Pakistan). Purtroppo intorno a questi migranti economici ruotano capitali (sovvenzionati con le nostre tasse distolte da servizi essenziali) enormi, come specificato nell’articolo, per cui c’è stato l’interesse di farli entrare anche se privi di qualunque diritto e anche se in tanti si trovano poi a dormire sotto i cavalcavia e attorno alle stazioni. Ma chi se ne importa… intanto per un pò hanno fruttato…anche alle coop!

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  3. Anonimo

    Provate a chiedervi quanto sta fruttando lo svuotamento di interi villaggi in Africa alle compagnie petrolifere ( total in primis) e alle multinazionali europee.
    e guarda caso il passaggio dei migranti dovrebbero controllarlo loro come hanno fatto in tempo di guerra con il nostro esercito a Madama.
    Ma i francesi sono nostri amici e ci cerchiamo pure alleanze con Le Pen

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    1. Superanonimo

      Per adesso la Le Pen non governa un beato cavolo in Francia, ci sono stati Sarkozy che ha bombardato la Libia e noi non possiamo andarci per fini umanitari e lei mi deve dire il perché, poi Hollande e a desso il pupetto Macron (es dirigente del gruppo Rotschild) che sono tutto tranne che gente del Front National, dunque non straparli e cominci a dire ai nostri governanti del PD di smetterla di fare i lacchè alla Francia di questi governanti, legati alla loro finanza e alle loro industrie. So che lei non ama la Le pen e non ama evidentemente Salvini e i sovranisti ma il male dell’Italia lo sta facendo Napolitano, la Boldrini e soprattutto il poco capace Renzi con il suo addentellato Gentiloni (e la cricca di Alfano, traditori di chi li ha votati).

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