mag 03 2016

Consiglio comunale venerdì 6, alle ore 21

Il consiglio comunale è convocato per venerdì 6 Maggio ale ore 21. L’argomento principale è il bilancio consuntivo del 2015.

L’ordine del giorno lo trovate sul sito del comune o cliccando sul link qui di seguito:

http://www.comune.angera.va.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=6573

apr 30 2016

Un nostro cittadino illustre

Il 25 aprile, nell’ambito della celebrazione della Festa della Liberazione, alla presenza dei cittadini, dei rappresentanti dell’ANPI e dei famigliari di Antonio Greppi, abbiamo scoperto una targa e la passeggiata del lungolago a lui dedicate. Antonio Greppi fu l’ultimo sindaco di Angera prima dell’avvento del fascismo. Perse suo figlio Mario, partigiano, ucciso a Milano. Fu primo sindaco di Angera dal 25 aprile del 1945 per pochi giorni. Subito nominato primo sindaco della liberazione di Milano.

Nella foto di un famigliare di Antonio Greppi, il momento in cui viene ripiegata la bandiera tolta dalla targa.

apr 30 2016

Bellezze d’Angera

Domani iniziano i percorsi per una città dalle millenarie bellezze da riscoprire.

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apr 29 2016

Le sofferenze di Rolando

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apr 27 2016

Il Museo diffuso

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Il Primo Maggio 2016 Angera presenta il Nuovo Portale Turistico e il Museo Diffuso. 15.000 anni di storia e arte in un paesaggio da favola, che invita al benessere e alla buona tavola!

Portale Turistico e Museo Diffuso sono progetti cui l’Assessorato alla Cultura di Angera ha dedicato molto tempo ed energia, stati realizzati grazie ad un co-finanziamento di Regione Lombardia, con il Patrocinio della Soprintendenza Archeologia della Lombardia, con la collaborazione del Museo di Angera e grazie alla indispensabile partecipazione di tanti angeresi e impiegati del Comune.

Abbiamo creato un MUSEO DIFFUSO

Di che si tratta? IL MUSEO DIFFUSO E’ ANGERA ED E’ IL TESORO DEGLI ANGERESI!

PER SCOPRIRLO SCEGLI LA PROPOSTA DI ITINERARIO PIU’ ADATTA AI TUOI RITI E ALLA TUA CURIOSITA’

E PRENOTA LA TUA VISITA SEGUENDO LE INDICAZIONI PIU’ IN BASSO

TI ASPETTIAMO!!!

Le sale di questo Museo sono a cielo aperto, tra Borgo, periferia e frazioni, attraversate da un venticello fresco, dai profumi della natura e dal canto degli uccelli, si trovano tra il lago luccicante, il bosco ombroso e le fertili colline.

Le vetrine sono a lato di antiche strade, in mezzo al placido golfo, sottoterra, dietro un portone e a volte solleticano il palato.

Le didascalie che descrivono le opere d’arte create dalla natura nel corso di innumerevoli millenni o dall’ingegno dell’uomo attraverso

i secoli, sono costituite da grandi cartelli in italiano e in inglese, collocati in prossimità di ogni monumento.

La guida breve del Museo Diffuso è una mappa cartacea che si trova in distribuzione all’Ufficio Turistico e al Nucleo Centrifugo del Museo Diffuso, in Via Marconi 2, o presso la Biblioteca Civica, via dei Mille 5.

Il Primo Maggio 2016 verrà messo on-line anche www.angera.it, il portale culturale e turistico creato appositamente per offrire ai visitatori e agli ospiti di questa incantevole città tutte le informazioni necessarie.

Sul portale troverete anche un approfondimento bilingue per ogni cartello del Museo Diffuso.

L’Inaugurazione si svolgerà presso la Sala Conferenze del Museo Archeologico

Via Marconi 2 – Angera secondo il seguente programma:

Ore 10.30 Saluto delle Autorità

Ore 10.45 Presentazione del nuovo portale www.angera.it

Ore 11.00 Inaugurazione del Museo Diffuso

Ore 11.00 – 15.00 – 16.30 – Partenza Itinerario 1

Percorso storico artistico che tocca i principali monumenti del borgo; l’itinerario sarà guidato in tale occasione da Cristina Miedico, Curatrice del Museo Archeologico.

Ore 11.15 – 15.00 – 16.30 – Partenza Itinerario 2

Passeggiata benessere di circa 40 minuti per scoprire buona parte dei monumenti del centro storico.

Il percorso verrà guidato in tale occasione da Gianluigi Genoni.

Ore 11.30. Partenza Itinerario 3

Percorso in bicicletta che parte da Angera centro e si dirige verso Oasi, Bruschera, Capronno, Barzola e Ronchi. Ritorno previsto per le ore 13.00.

Coloro che avessero bisogno di affittare le biciclette, potranno rivolgersi alla Bottega del Romeo,

tel. 348 8516760
La partecipazione agli itinerari è gratuita, i posti sono limitati, è quindi necessaria la prenotazione.

È meglio prenotare! presso la Biblioteca, via dei Mille, inviando una email a cultura@comune.angera.it

o telefonando dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 al numero 0331 930 168.

apr 24 2016

I Greppi e le strade parallele

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Clicca sul l’articolo per leggerlo su Varese News

apr 24 2016

Chi critica soffre

Cosa spinge certe persone a criticare gli altri? Le proiezioni.

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Ci sono persone che sono veri e propri specialisti in questo campo, sono persone che vivono praticamente solo per criticare ciò che fanno gli altri. Ma vi siete mai chiesti cosa si cela dietro ad una critica?

Il meccanismo della proiezione

Innanzitutto che cos’è esattamente la proiezione? Si tratta di quel meccanismo di difesa attraverso cui il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro (persona o cosa), sentimenti, desideri o qualità che sono suoi ma che egli non riconosce o rifiuta in sé. In un’accezione prettamente psicanalitica questo meccanismo di difesa serve a fare economia mentale, dal momento in cui ci libera di sensazioni, emozioni, sentimenti, caratteristiche che sono percepiti come sgradevoli e non si vuole tenere per sé.

Il SE’ rinnegato

In pratica, molte delle persone che si dedicano a criticare gli altri cercano semplicemente di distrarre la loro mente dal disagio esistenziale che stanno vivendo. Criticano gli altri per non essere costrette a criticare se stesse e non dover prendere delle misure per risolvere i loro problemi. Quindi, si limitano a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui ignorando la trave che c’è nei loro occhi.

Ecco perché dobbiamo stare ben attenti ogni qualvolta ci troviamo a formulare giudizi rigidi e lapidari nei confronti degli altri. Se guardassimo bene e attentamente dentro di noi ci accorgeremmo che quelle persone che noi critichiamo sono portatrici di caratteristiche che noi stessi non riconosciamo di avere: possiamo dire che quelle persone portano caratteristiche che risiedono, per dirla con Jung, nella nostra parte Ombra, o che fanno parte di quelli che chiamiamo, per dirla con i coniugi Stone, i nostri sé rinnegati. In ogni caso si tratta di quelle parti che noi non vogliamo accettare di avere: vuoi per motivi religiosi, etici, morali, educativi, familiari, si tratta di caratteristiche che se ammettessimo di avere, manderebbero in crisi un certo coerente sistema valoriale-personale sul quale per anni ci siamo costruiti.
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Conoscete la storia dei tre setacci?

Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.

Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
“Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?”

“Un momento“, rispose Socrate, “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”
“I tre setacci?”

“Sì“, continuò Socrate. “Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Io lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è VERO?”
“No… ne ho solo sentito parlare.”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di BUONO?”
“Ah no, al contrario!”

“Dunque“, continuò Socrate, “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È UTILE che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?”
“No, davvero.”

“Allora“, concluse Socrate, “se ciò che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile, io preferisco non saperlo; e consiglio a te di dimenticarlo.“

La storia dei tre setacci di Socrate è un grande insegnamento per portarci a riflettere prima di parlare male degli altri o ascoltare le maldicenze altrui.

Come uscire da questa trappola?

Impariamo a riconoscere quando e cosa stiamo proiettando sull’altro;
Impariamo ad accettare che quello che stiamo proiettando è un qualcosa che risiede dentro di noi da qualche parte del nostro sé
In effetti, si tratta di un cammino di consapevolezza che implica grande capacità e sforzo di mettersi in discussione. È un cammino non privo di sofferenze che spesso implica il sostegno di uno psicologo, che aiuti progressivamente ad accettare che non siamo fatti di poche parti rigide, ma di molte parti flessibili.

Concludo con una citazione di Osho che parla proprio della proiezione:

“Quando vedi rabbia negli altri,
va e scava profondamente dentro di te
e vedrai che quella rabbia
si trova anche lì.
Quando vedi troppo ego negli altri,
va semplicemente dentro di te
e vedrai quell’ego seduto lì dentro.
La dimensione interiore
opera come un proiettore:
gli altri diventano schermi
e tu inizi a vedere dei film su di loro,
che di fatto sono solo i nastri registrati
di ciò che tu sei”.

da psicoadvisor.com

apr 23 2016

Il pesce siluro

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apr 23 2016

Made in Italy

Su richiesta del Segretario del PD locale, volentieri pubblichiamo questa locandina.

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apr 22 2016

Sconti sui battelli

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