apr 18 2014

Risparmi o tagli?

Due giorni fa segnalavamo come l’Italia si trovi tra le ultime nazioni OCSE per quel che riguarda la spesa sanitaria, più sotto della stessa Grecia. Il governo con la formula dei risparmi in realtà sta approntando degli ulteriori veri tagli che ridurranno il parametro di spesa al di sotto della sostenibilità – l’affermazione non è nostra ma è della stessa Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

Nel nostro piccolo cosa dobbiamo fare per salvare il nostro ospedale? Costruire una rete forte e ben organizzata tra i Sindaci dei comuni del territorio per affrontare con determinazione le imposizioni che ci verranno a cascata dall’alto. Il Sindaco di Angera dovrà essere il promotore (ovvero capofila) dell’organismo istituzionale della Conferenza dei Sindaci*. Questo organismo che ha diversi poteri sulla programmazione e gestione in ambito sanitario, ha svolto colpevolmente un ruolo troppo secondario negli anni passati, fungendo solo da attuatore passivo delle decisioni venute dall’alto. Deve tornare ad essere protagonista, nell’interesse della nostra salute. Soprattutto qui dove abbiamo il privilegio di avere un Ospedale. 

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*: La Conferenza dei Sindaci è l’organismo di rappresentanza politica del Piano di Zona e viene costituita ai sensi dell’art. 6 della L.R. 31/97 e della D.G.R. VI/41788 del 5 Marzo 1999. Come riconfermato anche dalla legge Regionale 3/2008, la Conferenza dei Sindaci è l’organismo più importante a livello distrettuale in quanto ha potere decisionale ed ha il compito di approvare le politiche sociali locali sulla base delle indicazioni nazionali e regionali e dei bisogni presenti sul proprio territorio.
La Conferenza definisce le linee programmatiche e stabilisce gli standard di qualità da rispettare nella gestione dei servizi e delle attività sociali ed approva le modalità con le quali procedere alla verifica della realizzazione di quanto previsto dal piano di zona e del funzionamento dei diversi organi e tavoli di lavoro distrettuali.

apr 17 2014

Tutti al mare…

centro anziani mare

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apr 16 2014

Cottarelli sulla nostra pelle

Un dato per capire di cosa parleremo: nel mondo, in area OCSE, solo 6 paesi spendono meno dell’Italia in sanità pubblica.

 

Per reperire i fondi necessari a tenere a galla un sistema Italia che sta affondando si vuol ricorrere ad un ulteriore serie di tagli come proposto da Cottarelli.
Interpellato da parlamentari, l’OCSE (Organizzazione mondiale per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha valutato come fortemente negativi ed improponibili i tagli proposti in sanità. Ma il governo vuol procedere senza tenerne conto. Non sarebbe opportuna una analisi comparativa, una valutazione degli scenari futuri? Per ora proposte di riordino serie non se ne sono viste, a parte quella di chiudere o convertire i piccoli ospedali senza tener conto che quelli grandi vivono di perenni intasamenti e scarsa risposta territoriale. I risparmi in sanità andrebbero forse fatti sulle pletoriche componenti amministrative più che su quelle sanitarie. Invece si assiste ad un progressivo impoverimento del sistema complessivamente a discapito dei servizi assistenziali offerti.

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Il Report della relazione OCSE afferma:

1) L’Italia ha una spesa sanitaria pubblica oltre un terzo inferiore alla media dei paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario è triplicato dall’inizio degli anni 2000.

2) Il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore alla quasi totalità degli altri paesi dell’area Euro considerati.

3) Il “benchmark” proposto (5,25% del PIL) per la spesa sanitaria pubblica non è compatibile con il modello di Servizio Sanitario Nazionale esistente in Italia.

Nell’intera area OCSE, sono solo sei i paesi che hanno una spesa sanitaria pubblica inferiore al 5,25% del PIL (Cile, Corea, Polonia, Estonia, Ungheria, e Lussemburgo).” Il Lussemburgo utlizza in buona parte i sistemi sanitari vicini.

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La relazione dell’OCSE sembra dirci che in ambito sanitario pubblico stiamo imboccando sempre più la via verso il terzo mondo. Ma come per altre questioni l’indicazione data dai vertici sembra essere  ”Avanti a tutta… con gli occhi bendati“.

Depauperando di risorse il sitema sanitario con la spending-review si rischia di mettere sempre più in crisi un sistema che fino ad oggi ha funzionato bene, pur con enormi disparità territoriali, per colpa delle stesse politche di certe Regioni. La soluzione vien cercata nelle modifiche del titolo V dove nelle “clausola di supremazia dello Stato sulle Regioni”, si tolgono poteri alle regioni.

Nella riforma costituzionale viene prevista la possibilità dello Stato di “intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica della Repubblica o lo renda necessario la realizzazione di programmi o di riforme economico-sociali di interesse nazionale”. Siccome tutti gli interventi sulla spesa sanitaria riguardano programmi o riforme economico-sociali di interesse nazionali, cioè la spesa, lo stato in questo modo si arroga il diritto di intervento sulle Regioni. Classico esempio è stato quando recentemente le Regioni si sono opposte alla chiusura indiscriminata dei piccoli ospedali.

Così, uniformando verso il basso la qualità delle prestazioni, viene eliminta definitivamente la spinta virtuosa della competitività. Non ci portanno più essere regioni virtuose, con eccellenze sanitarie che mostrano qualità, competitività e risparmio.

Il ricatto del risparmio, seppur giusto nel principio ma non nelle forme attuative, rischia di distruggere il sistema sanitario e nasconde la volontà di limitare le autonomie.

spesa sanitaria italia altri paesi euro 2000 11

 

Per leggere l’intera relazione dell’OCSE clicca sul questo link.

apr 15 2014

Per alberghi, ristoranti, bar, alimentari…

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BANDO LOMBARDIA CON.CRE.T.A.

CONTRIBUTI AL CREDITO PER IL SISTEMA DEL TURISMO E DELL’ACCOGLIENZA

 

“Lombardia Concreta” è un’iniziativa che intende sostenere il sistema delle imprese lombarde che operano nel settore dell’accoglienza turistica alberghiera ed extra alberghiera, dei pubblici esercizi (bar e ristoranti) e del commercio alimentare al dettaglio, per la realizzazione di interventi di riqualificazione delle strutture e per progetti di miglioramento qualitativo dei servizi offerti in vista di Expo 2015.

La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a € 10.000.000,00.

La misura prevede un abbattimento del 3% del tasso di interesse applicato dalla banca per progetti che prevedono investimenti strutturali, in beni materiali e in nuove tecnologie in linea con i più elevati standard qualitativi del settore di riferimento e con un ridotto impatto ambientale,ed una garanzia agevolata attraverso i consorzi fidi.

L’importo di tali finanziamenti dovrà essere compreso tra 30.000,00 e 300.000,00 euro.

La domanda,a pena di inammissibilità,deve essere inoltrata per il tramite dell’istituto di credito a Finlombarda, attraverso la specifica procedura informatica appositamente dedicata sul sistema telematico messo a disposizione da Regione Lombardia all’indirizzo https://gefo.servizirl.it a partire

dalle ore 10.00 di giovedì 10 aprile 2014.

Per maggiori informazione potete consultare il sito:

http://www.commercio.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=DG_Commercio%2FDetail&cid=1213657718603&packedargs=NoSlotForSitePlan%3Dtrue%26menu-to-render%3D1213277011455&pagename=DG_COMMWrapper

apr 14 2014

Riapertura strada per Ranco

Altra novità prevista per questi giorni è la riapertura parziale, per le sole auto, a senso unico alternato della strada per Ranco.

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apr 13 2014

Papa sei unico! Ma lo sei anche tu!

apr 12 2014

Scala 40

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apr 11 2014

Aggiornamento dalla Bruschera

vetri rottiIn riferimento alla segnalazione, fatta nel precedente articolo, sulla presenza di vetri al parco giochi della Bruschera.

Abbiamo avvisato l’ufficio competente che è già intervenuto e ci segnala che ci sono varie immondizie e vetri. Stamattina stessa sistemeranno questo problema.

Per quello che riguarda la illuminazione ci segnalano che quel lampione è in gestione alla associazione che gestisce la festa rionale e lo accendono durante le loro feste.

Ecco un’altra proposta da mettere nel programma elettorale… tenerlo acceso sino ad una certa ora e far pagare al comune la bolletta oppure posizionare un sistema di illuminazione.

Ma avete visto quante sinergie positive con la presenza di tutti noi cittadini, l’attenzione e la premura di qualcuno che fa da raccordo e una buona macchina amministrativa!

Quando vedo cose come queste che si aggiustano come miracolosi puzzle virtuosi, mi vien la pelle d’oca e mi vien da dire: “Chi se ne frega di sapere chi vincerà. L’importante è che chi amministrerà capisca l’importanza di questa costante presenza sul territorio e nei confronti della nostra gente”.

apr 11 2014

Vetri e buio al parco giochi in Bruschera

Una nostra concittadina che si è recata di sera al parco giochi della Bruschera con la bambina si è trovata la spiacevole sorpresa di trovare dei vetri rotti ai piedi dello scivolo e le luci spente. Ecco la segnalazione e le foto che ci ha mandato. La ringraziamo per la segnalazione che gireremo subito alla Amministrazione.

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Buonasera, sono una cittadina di Angera e sono in questo momento al parco giochi in bruschera alla chiesa, con la mia bimba. Voleva fare un giro sullo scivolo.. Ma come la scorsa settimana, ho trovato vetri ovunque.. Tolgono la spazzatura ma non puliscono i vetri a terra.. Lei riesce a fare qualcosa? Grazie.  Allego foto. Spero si vedano bene. Anche l’illuminazione pubblica non funziona.

Mail firmata.

vetri e luce spenta al parco giochi in Bruschera

apr 10 2014

ABC

Angera Bene Comune?

 

L’atteggiamento contraddittorio di Franco Baranzini non tende a smentirsi mai. Neanche il giorno in cui dichiara di scendere in campo.  Ha tradito il nome del suo gruppo ancor prima di averlo formulato.

Che Angera dovesse essere il bene comune, il bene di tutti glielo avevamo proposto e poi chiesto a gran voce noi. Ma non per cercare dei meriti personali. Perché credevamo davvero che ad Angera fosse giunta l’ora che cittadini seri, svincolati dalla politica si occupassero della loro città, unendosi in una grande coalizione civica, al di là delle ideologie.

E invece no! Tradendo una prima volta il principio del bene comune, da subito ha voluto circoscrivere il cerchio. Dapprima lavorando solo con le tre associazioni cattolico-ecclesiastiche che conosce e poi trascinando dentro un partito politico specifico: quello che sottotraccia aveva amministrato con le sue vecchie maggioranze.

Così, negandolo nei termini, di fatto ha riprodotto lo stesso schema del perbenismo e del partito che ha permesso di vincere alle due analoghe precedenti amministrazioni. 

Ha poi parlato di lista completamente civica. Per ovviare al problema il PD inizialmente si è mostrato sotto altro nome, chiamandosi Angera Democratica. Ma come si vede dall’articolo il Partito Democratico ora già si fa chiamare orgogliosamente con il proprio nome. Baranzini, non si è accorto di essersi già messo nelle mani di un partito che può ora dichiarare apertamente, per voce -badate bene- del suo segretario cittadino di essere nella lista del medico di base.

Così facendo Baranzini ha tradito per la seconda volta lo spirito che vuol propugnare nel suo simbolo. Quello del bene comune, ora trasformato in bene di partito. Perché nessuno sentiva la necessità di coinvolgere i partiti politici nazionali in questa avventura per il bene del paese. Meno che meno gli altri gruppi civici che crdevano veramente nella necessità di costruire programmi e progetti nello spirito di condivisione civica. Ma è tristemente ovvio che se Baranzini getta la sfida sulle percentuali di voto dei partiti nazionali anche le altre forze dovranno tener in considerazione l’opportunità di alleanze di tal genere. Così ancora una volta Angera verrà divisa fra destra e sinistra, quando non ve ne era nessuna necessità. E questo grazie alla forte scelta di campo partitica di Baranzini.

Per pudore infine sorvolerei sugli equilibrismi che compie in questo articolo per svincolarsi dalle persone delle precedenti amministrazioni, con cui ha strettamente collaborato per anni per il “bene comune” di di Angera come dicevano anche allora.

 

Provincia 9 4 14

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