Lug 22 2018

Il museo diffonde

Ancora tanti partecipanti alle gite del museo diffuso. Oggi, passaggio all’oasi e percorso verso la cascina Menegon, per una esperienza coi cavalli.

 

Lug 17 2018

Un aiuto per gli anziani

 

Lug 16 2018

Ma piace anche il CortoMaggiore

Bissato il successo di ieri sera, con il pienone anche di stasera per la rassegna cinematografica del CortoMaggiore.

Se Il Lago Cromatico avvicina i Comuni della sponda lombarda del lago Maggiore, il CortoMaggiore ha l’ambizione di unire le sponde. Questa sera la rassegna si è tenuta ad Angera. Fra 7 giorni sarà ad Arona, con storie diverse ma tutto sommato eguali, perché parlano di gente di lago.

Lug 14 2018

Quanto piace il flamenco

Grande successo della serata dedicata al flamenco, in piazzetta Sama, ad Angera.

Lug 14 2018

I primari fanno politica e la politica tace

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Lug 13 2018

Goletta verde promuove solo Angera

 

Dei 5 punti di studio da parte di Goletta Verde sul lago Maggiore, solo Angera è risultato non inquinato.

Magra consolazione per un lago che dovremmo amare un po’ di più.

Questo è il risultato di una analisi a tappeto degli scarichi cittadini fatta dai tecnici comunali negli scorsi anni e che ci ha permesso di identificare più di 60 scarichi anomali. Abbiamo invitato i cittadini a regolarizzare gli scarichi. La risposta è stata disciplinata e consapevole, con notevole miglioramento per il nostro ambiente e per il lago.

Lug 12 2018

Se anche il primario….

Nei giorni scorsi i primari degli ospedali provinciali hanno esposto, prima al Presidente di Regione e all’assessore al welfare e poi alla commissione sanità lombarda, una serie di criticità che si trovano ad affrontare e hanno fatto delle proposte migliorative od almeno tampone. Il problema per cui erano stati ascoltati era il rischio paralisi dei reparti e la sospensione di servizi offerti a causa della carenza di personale medico, frutto di anni di sordo malgoverno nazionale che a fronte di 12.000 pensionamenti di medici specialisti ogni anno ne ha continuato a prevedere un reintegro con le scuole di specialità per soli 6.100 (più alcune altre centinaia pagate dalle regioni o enti), con un gap annuo di 5.000 figure professionali. Questo fatto legittima i primari ad alzare la voce perché, oltre al disservizio per la collettività, li espone personalmente a rischio sanzionatorio perché li costringe alla redazione di turni di servizio per i loro colleghi oltre i limiti previsti dalla legge.

I più attenti avranno notato però che nelle osservazioni conclusive dei primari vi era un elemento di forte valenza politica. Infatti, rivendicavano una centralità della loro figura ed auspicavano una svolta centralista della operatività del sistema. E la politica, al momento, non ha dato risposte.

Questa visione mi vede in forte dissenso. Per molti di loro, la rete ospedaliera andrebbe rivista per garantirne un miglior servizio. Ovviamente, secondo questa visione, la revisione andrebbe fatta in riduzione, penalizzando gli ospedali periferici e garantendo solo gli ospedali centrali. Per far questo “si dovrebbero superare – a dir loro – i campanilismi e i localismi, smetterla di pretendere gli ospedali sotto casa”. Ovviamente sotto casa di chi vive nei territori periferici, non della nuova “noblesse” cittadina che visto il gran disservizio nei Pronto Soccorsi e le lunghe liste d’attesa, tanto noblesse non lo è più da un pezzo, a meno che non si vada a cercare le prestazioni nel privato.

E sì. Perché capite che il modello proposto dai primari, è un modello in chiusura, in arroccamento sugli ospedali centrali che però già da tempo non riescono a dare più risposte puntuali. La loro è una visione antipolitica, dettata dal senso impotenza di fronte ad un problema che sta determinando disservizi e difficoltà oggettive nella gestione interna di ogni singolo servizio e reparto. I primari vanno aiutati a svolgere in serenità il loro ruolo di coordinamento interno. La politica deve intervenire, affrontando i temi salienti. Forse, veramente, servirebbe aprire un dibattito politico sul tema. Io, resto dell’avviso che una buona base di partenza è quella che ho sentito dire dal Presidente di Regione, Attilio Fontana, in campagna elettorale: “La Regione deve tornare alla sua funzione legislativa e restituire l’amministrazione dei processi agli enti locali e – riferendosi al tema sanità – alle assemblee dei sindaci dei piani di zona la governance sanitaria. Questa a me pare attenzione alle istanze dei cittadini, alle esigenze di giusta e bilanciata sanità, garanzia di salute per tutti, ovunque risiedano. Con i giusti pesi e misure, per carità. Ma va risolto in fretta il problema della carenza di specialisti, se no paure e chiusure prevarranno in molti.

Lug 10 2018

Di rocca in rocca

Lug 10 2018

Insieme per il lavoro

 

Lug 09 2018

Cortomaggiore che unisce le sponde

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